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Cronaca

Il Presidio ospedaliero del Paolo Dettori tiene alta la guardia e per giovedì 27 alle 17,30 convoca al Cup un assemblea per fare il punto della situazione.

Nonostante le assicurazioni di interventi sostanziali sul Paolo Dettori, arrivate in questi giorni da Cagliari tramite il Prefetto di Sassari, il Presidio ospedaliero, che per oltre due mesi ha occupato il nosocomio tempiese in segno di protesta, tiene alta la guardia e, dopo avere annunciato la fine dell’occupazione subito dopo le comunicazioni del Prefetto, per giovedì 27 alle 17,30 ha indetto una riunione. “Per fare il punto sulla situazione in generale sugli sviluppi “sanitari di questi ultimissimi giorni, dice il portavoce Antonio Masoni, e per un doveroso resoconto finale dell’operato svolto nei 65 giorni di occupazione”. “Il Presidio, dice il portavoce, che fornisce anche alcuni dati numerici dell’azione di lotta, ringrazia doverosamente tutti i presidianti sia tempiesi che quelli degli altri centri del territorio, gli oltre 5.800 firmatari del “Registro di solidarietà e sostegno” e quanti a vario titolo hanno partecipato fattivamente a questi 65 giorni di occupazione. I cittadini comuni, i ristoratori e pizzaioli, le classi dei Fidali, le Associazioni di volontariato, i musicisti e gli artisti di tutti i generi, le scuole, i politici ed i giornalisti, che, ognuno per la propria parte, hanno partecipato attivamente e generosamente alla lotta. Si scioglie il presidio, dice ancora Antonio Masoni, ma lo stesso non smetterà di vigilare e denunciare eventuali discordanze fra quanto si andrà a realizzare e gli impegni assunti”. Il comunicato, che fa una lunga cronistoria dell’occupazione, diventa anche una sorta di  giusto passaggio di mano della vertenza, dai cittadini ai politici. “Il presidio di occupazione pensa che la sua forza, il suo impegno, la sua spinta propositiva e condivisa dall’intero territorio dell’alta Gallura, sia stata sufficiente ed ha deciso di passare ai sindaci la responsabilità di portare avanti la battaglia su fronti a loro più consoni”. (a.m.)

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