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Attualità

Al vetriolo la risposta dell’ex assessore Alessandra Amic all’assessore Gianni Addis che recentemente l’ha pesantemente attaccata.

Durissima, a stretto giro di posta, al vice sindaco e assessore Gianni Addis che recentemente l’ha pesantemente attaccata, arriva la risposta dell’ex assessore Alessandra Amic che, cifre alla mano, smentisce le affermazioni del vice sindaco. “Senza alcun senso di responsabilità e senza aver verificato i dati oggettivi, è l’incipit del comunicato, mi si accusa di esprimere in modo maldestro, confuso ed approssimativo un giudizio negativo dell’attività amministrativa dell’Ente. Carte alla mano sarebbe agevole confutare punto per punto le affermazioni dell’assessore Addis. Correrei il rischio di sciorinare numeri e atti che i cittadini possono, agevolmente, consultare nel sito del Comune. Sito sicuramente ignoto all’assessore Addis che chiede ausilio al segretario ed alla dirigenza che, molto probabilmente, vanno solo a memoria. Diversamente lo avrebbero informato, per esempio che le cause di risarcimento danni, al contrario di quanto il disinformato assessore dice, ammontano a centinaia di migliaia di euro. Spesso mascherate come costose “transazioni”, tutte in danno al Comune. Come ad esempio i 225.000 euro più Iva, pagati senza ammettere che le stesse erano dovute. Ed ancora: un recente incarico diretto affidato ad un professionista per l’ennesima causa di lavoro per mobbing contro un dipendente per la cifra iniziale di  oltre 13 mila euro. Tanto a pagare è sempre Pantalone. “L’elenco dei danni che Gianni Addis ha arrecato in oltre trent’anni di sua presenza al Comune, prosegue Amic, è lunghissimo. Dal Compendio di Rinagghju, all’albergo di Curadureddhu. Entrambi affidati ad Srl fantasma per soli 100 euro all’anno, (spesso nemmeno incassati), in cambio di fantomatici servizi. Che al lato pratico sono consistiti nella distruzione degli immobili e nella dilapidazione del patrimonio comunitario”. L’Assessore mille deleghe, prosegue ancora  Alessandra Amic, onnisciente e fatiscente che, come la città ben sa, distrugge e dissolve tutto ciò di cui si interessa. Dallo sport, al turismo, dalla cultura all’urbanistica al personale dipendente del Comune. Capace solo di autocelebrazioni  di sonori insuccessi e alla continua ricerca di “innocenti colpevoli” ai quali attribuire, di volta in volta, il mancato sviluppo di una Città che lo ha visto per trent’anni artefice del degrado nella quale l’ha gettata”. (a.m.)

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