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Dimissioni di Biancareddu. Il commento dei candidati tempiesi alle regionali

Le dimissioni di Biancareddu, presentate nel tardo pomeriggio di venerdì nelle mani del Segretario Comunale, sono state commentate in mille modi in una città che, più che preoccupata per le fortune politiche o meno di Biancareddu, appare soprattutto frastornata dal salasso quotidiano dei servizi sanitari a danno del Paolo Dettori, (motivo delle dimissioni del sindaco tempiese) e dell’intero territorio. Le dimissioni, che qualcuno, richiamandosi al gioco del Poker, ha definito  come  il disperato all-in elettoralistico di Biancareddu (o la va o la spacca n.d.c.), viene affrontato anche con argomentazioni ben più pregnanti che lasciano trasparire la grande preoccupazione che attanaglia il territorio per una sanità pubblica ogni giorno più depauperata  e sempre più lontana dalla gente comune. In attesa di un annunciato comunicato stampa dei sindaci dell’Unione, (in questo momento nell’occhio del ciclone per non essersi dimessi così come avevano promesso in una assemblea pubblica del 21 novembre 2018), sulle dimissioni di Biancareddu abbiamo chiesto un lapidario commento ai nove candidati tempiesi alle regionali, collocandoli in stretto ordine alfabetico in attesa della loro collocazione nelle schede elettorali che verrà  sancita dal sorteggio della Corte d’Appello di Cagliari. 

Antonio Addis: Futuro Comune con Massimo Zedda

Le dimissioni di Biancareddu indeboliscono a livello istituzionale l’unità del territorio in un momento che avrebbe invece bisogno di condivisione e coerenza sui grandi temi. Ho anche la certezza che quanto accaduto possa solo nuocere al nostro territorio. Auspico infine che si arrivi ad una voce univoca che tralasci protagonismi e appetiti personali.

Anna Paola Aisoni: Partito Sardo d’Azione

“E’ un momento difficile per la città e per il territorio tutto. Come ho fatto finora, ancora di più oggi, ritengo più rispettoso tacere e non consentire la strumentalizzazione in qual si voglia forma di eventuali dichiarazioni suscettibili di interpretazione. Attendiamo inoltre di capire meglio posizioni, ruoli, tempi e conseguenze”.

Alessandra Amic Partito Sardo d’Azione

“Auspico che la decisione del nostro sindaco sortisca gli effetti sperati e  che, nel decidere, abbia fatto le opportune e doverose valutazioni.  Diversamente ci ritroveremo  a dover gestire un ulteriore problema: quello del commissariamento del Comune.

Nicola Comerci: Sardegna in Comune

“Le dimissioni di un sindaco rappresentano un atto politico molto grave perché lasciano una comunità senza una guida e allo sbando. Ritengo significativo che Biancareddu abbia preso atto che per il bene della città fosse necessario che terminasse al più presto la sua attuale insoddisfacente esperienza amministrativa”. 

Domenico Granito: Cristiani Popolari Socialisti

Ritengo che la decisione del Sindaco Biancareddu di dimettersi dalla carica per la quale i Tempiesi lo hanno designato sia errata. Le battaglie si vincono stando in trincea ed insieme ai propri compagni. Un ravvedimento sarebbe propizio.

Nicola Luciano: Capolista Sinistra Sarda

Biancareddu si dimette inveendo contro una Regione della quale da circa 20 anni beneficia e nella quale chiede di essere rimandato. Le sue dimissioni che presto ritirerà, non sono altro che una rozza propaganda elettorale nell’intento di nascondere la sua pessima e dannosa amministrazione comunale.

Alessio Pasella: Movimento Civico Sardegna 20Venti

“Le dimissioni appaiono come un’azione di resa e di fuga inopportuna. Il Sindaco legittimato dal voto dei cittadini aveva il dovere di amministrare, non di scappare. Viene spontaneo avanzare il dubbio che trattasi di “dimissioni” in chiave elettoralistica e quindi che nulla hanno a che vedere con la sanita”.

Paolo Sanna: Partito Democratico

“A un mese dalla scadenza elettorale lascia perplessi la tempistica. Nel merito delle motivazioni addotte avremo modo di confrontarci in questo lungo mese di campagna elettorale, chiarendo da subito che sono assolutamente d’accordo sulla necessità di difendere il nostro ospedale.”

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