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AttualitàCronaca

Centro Trasfusionale del Dettori: un “dejà vu”

Quanto accaduto sabato 16 marzo al Paolo Dettori nel Centro trasfusionale è un doloroso ma altrettanto vergognoso “dejà vu”.

Analoga vicenda

Come lo stesso comunicato dell’Avis Tempio-Aggius fa notare infatti, “un analoga vicenda” si era verificata il 7 agosto del 2017 quando otto donatori vennero mandati via, dopo ore di attesa. Anche allora “a causa dell’assenza dell’unico infermiere destinato a tale servizio”. La situazione si ripeté  in quel periodo per diversi giorni sempre per gli stessi motivi.

Telefono muto

Da qualche parte, a circa 40 chilometri da Tempio, dove si doveva provvedere, vergognosamente si arrivò anche a tenere staccata la cornetta del telefono, “perché quei rompiscatole del Centro Trasfusionale di Tempio la smettessero di chiedere e lamentarsi, nel caso specifico, dell’assenza di personale e della vergogna di mandare via i donatori senza effettuare il salasso”. Sempre in quell’occasione qualcuno con un comunicato stampa giustificò la mancata risposta telefonica con un “ipotetico guasto alla linea”!  

Segni premonitori

Chiarissimi di un progetto iniquo per danneggiare la Sanità in alta Gallura e per un depauperamento ben congegnato del Paolo Dettori che gli “illuminati amministratori” comunali tempiesi di allora, sindaco Romeo Frediani, assieme agli altrettanti rappresentati regionali galluresi di destra e di sinistra non vollero ostacolare o non vollero capire.

Un “dejà vu”

Quindi il blocco di sabato 16 marzo del Paolo Dettori, destinato forse a ripetersi ancora e che occorrerebbe invece impedire con tutte le nostre forze.

Un segnale

Dalla politica, soprattutto dalla politica tempiese, si attende urgentemente un segnale. Un segnale “incazzato” ma serio per le donazioni rifiutate. Un segno però che per una volta tanto non sia solo l’aria boriosa che racconta fumo e che da qualche tempo la politica ci sta costringendo a respirare. Un segnale che si differenzi, almeno questa volta, dalla nullità delle precedenti, rumorose e folcloristiche dichiarazioni preelettorali, di destra e di sinistra. Un gesto onesto che ridia dignità ad un Centro trasfusionale eccelso come era quello di Tempio e che consenta al Centro di essere ancora al servizio della comunità, politici compresi.

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