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Ats-Assl si scusa per i disservizi del Centro Trasfusionale

Avis ribadisce accuse e richiede l’attuazione della prevista pianta organica.

Mentre l’Ats-Assl di Olbia con un comunicato, spiega il rifiuto, al Paolo Dettori di Tempio, di venti donazioni di sangue, per l’assenza di un infermiere, in città e sui social non si placano le polemiche sia nei confronti dell’Ats-Assl di Olbia. Accusata “di menefreghismo e disorganizzazione”. Ma anche nei confronti delle forze politiche tempiesi, accusate indistintamente: “di essere colpevolmente assenti su problematiche sanitarie importanti che visibilmente non li toccano”. 

Comunicato Assl

“Nella mattinata di sabato 16 marzo scorso, a causa dell’assenza improvvisa e non programmata di un infermiere, spiega il comunicato dell’Ats-Assl di Olbia, non è stato possibile garantire la regolare attività del Centro trasfusionale dell’ospedale Paolo Dettori. L’Azienda si scusa con l’utenza per disagio e per il disservizio, Precisando che, si è cercato di fare quanto possibile per sostituire l’assenza dell’infermiere senza però riuscirci. L’attività di raccolta del sangue, prosegue la nota, è ripresa regolarmente nella giornata successiva, con una raccolta itinerante a bordo dell’autoemoteca nel comune di Calangianus”. 

250 Assunzioni

L’Ats-Assl, che nel suo comunicato “ringrazia i volontari dell’Avis per il loro importante lavoro”, rende noto anche che nel tentativo di evitare il ripetersi di simili disservizi, si sta cercando di attivare, con il personale in servizio, dei percorsi che dovrebbero essere superati con il piano triennale che prevede 250 nuove assunzioni”. 

Avis Tempio-Aggius

Più realista, a tratti piccata invece, la risposta dell’Avis dell’alta Gallura tramite una dichiarazione del vice presidente, l’avvocato Nino Vargiu. “Credo che all’Ats-Assl di Olbia, è l’incipit del comunicato, non abbiano gradito le nostre doglianze. Resta il fatto che il Centro Trasfusionale di Tempio, dall’esito delle visite ispettive e sulla base del numero delle donazioni, avrebbe diritto ad avere in pianta organica: tre infermieri, da dedicare alle attività di prelievo del sangue e trasfusione, tre dirigenti medici, (che da ormai 6 mesi sono rimasti due) e un impiegato amministrativo. Un diritto del nostro Centro, supportato da fatti e numeri reali. Che merita di essere messo finalmente nella condizione di lavorare a pieno regime durante l’arco dei 12 mesi”. 

2.265 donazioni

L’avvocato Vargiu nella sua lunga relazione ricorda anche che “nel 2017, anno ormai certificato ed archiviato, sono state raccolte 2.265 sacche. Di cui mille, inviate ad Olbia per gestire la sua perenne carenza di sangue”. Sicuramente aumentate le donazioni anche nel 2018, annualità che aspetta però di essere certificata. Incomprensibile quindi la disattenzione di Olbia, per non parlare di ostracismo, nei confronti del Centro trasfusionale tempiese. Notevole il malcontento in città espresso sui social infine, per il silenzio sulla vicenda dei politici, evidentemente appagati o delusi dai recenti risultati elettorali.

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