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Primavera in Gallura assegna “Lu Carrulu”

Il riconoscimento relativo alla manifestazione 2018 andrà alla cantante folk Anna Maria Puggioni e allo scrittore Gianfranco Ricci.

Mentre l’Associazione Stazzi e Cussogghj di Gianfranco Serra di Aggius già si prepara a varare l’edizione 2019 di Primavera in Gallura, giovedì 28 marzo, a Tempio alle 18,30 nel Teatro del Carmine verrà assegnato il premio Lu Carrulu (una miniatura del carro a buoi). Riconoscimento assegnato, ogni anno a personaggi che hanno contribuito a far conoscere il nome della nostra Isola nel mondo.

Due riconoscimenti

Quest’anno la giuria ha voluto premiare la cantante folk Anna Maria Puggioni e lo scrittore Gianfranco Ricci. I premi verranno consegnati nel corso di una cerimonia – spettacolo che presenta momenti culturali e musicali di grande spessore e intensità.

Maria Pintore

Ad aprire la serata, condotta da Maria Pintore e che si prevede molto partecipata, sarà Giacomo Sanna, segretario dell’Associazione Culturale. Seguirà nell’ordine una conversazione tra il giornalista Marco Bittau ed il presidente Gianfranco Serra sul tema: “ Ospitalità e sapori della Civiltà degli stazzi”. La serata, oltre al momento della consegna di “Lu Carrulu” ed al dibattito, proporrà anche momenti ludici. Durante i quali saranno proiettati video delle precedenti manifestazioni ed esibizioni del coro Boci di Gaddura, dell’Accademia Gabriel e del folk man Vincenzo Murino. Seguirà un rinfresco con prodotti enogastronomici Galluresi. L’ingresso al teatro è libero.

La manifestazione

L’evento per la quale vengono assegnati i due premi, era partita il 26 maggio 2018 da Santa Teresa Gallura e dopo avere toccato, settimanalmente diversi centri della Gallura e dell’Anglona con conferenze sulle usanze della nostra terra, spettacoli folkloristici con cori e gruppi di alto spessore, si era conclusa il 28 giugno ad Aglientu dove erano stata proposta l’Agliola. Il momento della trebbiatura che arrivava a coronamento dell’annata agraria e che era attesa con particolare ansia in quanto dall’esito del raccolto dipendeva il benessere o meno della comunità nel periodo invernale.

La trebbiatura

Si tratta di una festa collettiva di popolo che si svolgeva su uno spiazzo piano di fronte all’aia dello stazzo, dove già dalla sera prima era giunta la trebbiatrice. Ognuno aveva un compito. C’erano, per esempio gli addetti a porgere i covoni, c’era quello che li immetteva nella macchina, chi raccoglieva il grano in apposti sacchi e chi metteva da parte la paglia. Un vero e proprio rito antico al quale avevano assistito così come in altri centri della Gallura con proposte diverse, migliaia di persone.

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