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Conflitto infinito fra Parroco e Abitanti di Luogosanto

Don Sandro Serreri, da tempo al centro di una dura contestazione, non celebra il Precetto Pasquale dei bambini delle Scuole. Durissimo il giudizio del Paese che da tempo vorrebbe il suo trasferimento ad altra sede.

A Luogosanto prosegue tenace, fra il parroco Don Sandro Serreri ed i suoi parrocchiani, un lungo conflitto. Ormai, da oltre un anno, infatti, Luogosanto, vede il prete da una parte della barricata ed i fedeli dall’altra. Ad accendere nuovamente la miccia delle polemiche che, seppur lente, proseguono con immutata forza da una parte e dall’altra, è stata la mancata celebrazione, da parte del prete, del Precetto Pasquale per i bambini della scuole del paese.

Comunicato

“Ci spiace rendere noto, scrive un breve comunicato a firma di una trentina di persone, che il nostro parroco, Don Sandro Serreri, nella mattinata di oggi, (10 aprile), ha bidonato i bambini della Scuola. Non presentandosi in chiesa per il concordato Precetto Pasquale. Il Parroco non c’era. La chiesa non era illuminata e niente e nessuno aveva predisposto quanto dovuto per una cerimonia pasquale molto sentita dai ragazzi. Debitamente istruiti dalle insegnanti e motivati dalle loro famiglie. Per i bambini è stata una delusione terribile. Per gli insegnanti e i fedeli, invece, l’ennesima conferma di un rapporto di fiducia, stima e collaborazione mai voluto da Don Serreri. Al quale evidentemente la prestigiosa sede della Basilica di Nostra Signora, Patrona della Gallura, sta stretta”.

Guerra di Nervi

Il “disguido”, per usare un eufemismo, non è che l’ultimo episodio di una lunga guerra di nervi e provocazioni che si combatte a Luogosanto fra il parroco Don Sandro Serreri, (peraltro già incappato in queste situazioni antipatiche anche in altre parrocchie) ed i Luogosantesi. “Sempre pesantemente redarguiti dal sacerdote, scrivevano in una lettera alla Nuova il 1° settembre dello scorso anno, con una serie di accuse insulse, pesanti e non supportate da alcuna prova”.

Epistola

In quella occasione, il prete aveva risposto con una sorta di lunghissima epistola pubblica nella quale aveva lamentato: “di respirare a Luogosanto un’aria a dir poco pesante e di sentirsi giudicato e condannato da persone non praticanti  che nulla sanno della vita della parrocchia ma anche di praticanti dal cuore molto indurito. Ho visto e vedo, aveva scritto il prete nella sua lunga autodifesa, tante facce storte che esprimono disprezzo, giudizio, condanna, parole cattive,  pronunciate non sempre sottovoce al mio passaggio. Ho incontrato bambini e ragazzi non rispondere al mio saluto, inducendomi a supporre che le male parole contro di me fossero state sentite anche nelle loro case.”

Provvedimenti disciplinari

La lettera, lunga quattro pagine, si era chiusa annunciando “provvedimenti disciplinari e nuove regole comunitarie”. La mancata celebrazione del precetto pasquale per i bambini di Luogosanto fa parte evidentemente dei provvedimenti disciplinari annunciati dal prete.

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