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Nuove tipologie di arredo esterno per bar e ristoranti

Da maggio si fa sul serio. Primo segnale concreto che arriva dal finora fantomatico progetto di Rigenerazione Urbana di Tempio. Preoccupazioni di carattere finanziario da parte di molti esercenti costretti a spese onerose.

“Il nuovo regolamento con il relativo canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il così detto Cosap. Approvato con delibera del Consiglio comunale il 28 marzo di quest’anno; dovrebbe costituire, senza alcun dubbio, un importante passo concreto del più generale ed ambizioso progetto di Rigenerazione Urbana di Tempio. Iniziato nel settembre 2016 e che aveva portato la nostra città ad occupare un ruolo, di tutto rispetto, nel Laboratorio nazionale sperimentale di rigenerazione urbana; e nuove prassi urbanistiche.”

Anna Paola Aisoni

Ad affermarlo in un lungo e dettagliato comunicato  stampa è la consigliera Anna Paola Aisoni, già vice sindaco e “assessore dimesso”, al centro, suo malgrado, da circa un anno, di una incredibile vicenda pseudo politica innescata dall’ex sindaco Andrea Biancareddu, (ostile alla candidatura di Anna Paola Aisoni alle Regionali), che non ha esitato a precipitare nel caos il Consiglio Comunale e l’intera Città solo ed esclusivamente per i suoi fini personali.

Nonostante questa bruttissima vicenda che di politico ha ben poco, Anna Paola Aisoni, benché sia ormai fuori dai giochi politici tempiesi, (non da quelli regionali a parere degli esperti), non ripudia il Cosap né tanto meno la sua idea ed il suo progetto di una Rigenerazione Urbana, “indispensabile, dice, se vogliamo lasciare alla future nostre generazioni una città diversa dall’attuale, più ordinata, vivibile e di cui andare orgogliosi. Il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico da parte di bar e ristoranti è solo il primo passo per rendere la città più ordinata, pulita, signorile, così come peraltro hanno fatto prima di Tempio altre città importanti”.

Nuovo regolamento

Le nuove direttive sugli arredi, che secondo alcuni non lascerebbero molta libertà di scelte, prevedono, per esempio, una tipologia di sedie con o senza braccioli in rattan, polyrattan o vimini, di colore antracite, caffè o grigio cenere. I tavolini rettangolari, che dovranno essere coordinati tra di loro e con le sedie nei colori e nello stile, potranno avere il piano di colore beige, antracite o caffè, e dovranno poggiare sulle quattro gambe o su un unico supporto centrale.

Vietati i tavolini tondi con piano a rete o altri tavoli con pianali pubblicitari. Poca scelta per le pedane che dovranno essere solamente in legno con doghe modulari; senza struttura di ancoraggio a terra e che dovranno essere chiuse sul perimetro da una zoccolatura della stesso materiale. Colori uniformi ammessi, il color ebano o il rovere grigio. Il regolamento detta norme anche sugli elementi di perimetrazione dello spazio occupato. Potranno usarsi fioriere, in legno o metallo, parapetti e paraventi, solo però con pedana, in vetro antinfortunistico e struttura di ancoraggio in acciaio. Colori ammessi ebano e rovere grigio per il legno, ral 817 e ral 819 per il metallo. Regolamentati minuziosamente anche gli ombrelloni, le tende parasole e le strutture dei gazebo; diversi dei quali dovranno finire di esistere nell’attuale forma e che meritano sicuramente un discorso a parte.

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