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Centro di Aggregazione Sociale chiuso dal 2018

Centro di Aggregazione Sociale chiuso dal 2018

Proteste e sconforto delle famiglie per la chiusura del Centro di Aggregazione Sociale di Tempio, chiuso da fine luglio del 2018. Avrebbe dovuto riaprire dopo 15 giorni.

“Il Centro di Aggregazione Sociale di Via Romita, a distanza di ormai dieci mesi (fine luglio 2018), da quella che Andrea Biancareddu aveva definito: “una chiusura provvisoria di qualche settimana”, continua a rimanere inutilizzato. Con grave nocumento educativo per i bambini che lo frequentavano ed enormi disagi per le famiglie”.

Informazioni non veritiere

Ad intervenire sull’argomento è un consistente gruppo di genitori che, oltre a lamentare i gravi disagi, anche psicologici creati ai bambini e alle famiglie, lamentano altresì: sia “le informazioni non vere fornite, a suo tempo, dall’allora sindaco Andrea Biancareddu, che aveva parlato di qualche settima di chiusura “per dei lavoretti”, sia dell’apparato burocratico, incapace di trovare soluzioni ai problemi tecnici riscontrati; e sicuramente inidoneo a fermare la lunga ed apertissima guerra fra Cooperative rivali. Evidentemente non tutte amate allo stesso modo dall’esecutivo comunale e da qualche funzionario”.

Ripensare Tempio

Il 7 novembre dello scorso anno, aveva chiesto spiegazioni, anche, il gruppo consiliare Ripensare Tempio di Antonio Addis, Sebastiana Carta e Daniela Campra. Avevano rivolto sull’argomento, un’ interrogazione al sindaco e alla giunta. L’interrogazione, così come tante altre, era rimasta però senza risposta; e non è escluso che, la stessa, forse arricchita da altri particolari, possa essere ripresentata con migliore fortuna della precedente.

Prese in giro

Nel loro comunicato le famiglie lamentano di sentirsi letteralmente prese in giro dal sindaco e dagli altri amministratori. “Biancareddu, scrivono, al momento della chiusura, fine agosto del 2018, ci parlò e scrisse anche sui giornali di qualche settimana di tempo per tinteggiare il locale.  Qualche settimana  dopo, l’assessore Francesco Quargnenti ci fece sapere, invece, che la condotta fognaria era otturata. Al nostro suggerimento di chiamare sul posto un espurgatore ci rise in faccia come se la cosa fosse un’impresa gigantesca. Qualche giorno dopo questo episodio fu proprio l’amministrazione ad informarci che i bagni erano stati trovati allagati come se la colpa di un tale stato di cose fosse nostra. Dopo qualche giorno gli uffici comunali dichiararono la struttura inagibile”.

Silenzio tombale

“Con buona pace dei programmi didattici andati a farsi benedire, della famiglie lasciate sole e dei bambini in difficoltà”. per la cronaca occorre anche dire che successivamente a tutto questo una parte dei locali fu, invece, concessa a due associazioni per anziani come luogo per intrattenimenti danzanti. La lettera dei genitori si chiude con una lecita richiesta: “quando finiranno di prendere in giro noi, i nostri figli ed anche la città?”

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