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Attualità

Finanziamenti negati ai disabili

Il Comune di Tempio unico in Sardegna a non avere erogato i finanziamenti alle famiglie con persone con grave disabilità.

Incredibilmente I fondi regionali giacciono inutilizzati nelle casse del Comune da gennaio.

“Il Comune di Tempio nel 2019 è  l’unico in Sardegna a non avere ancora erogato i finanziamenti alle famiglie che hanno al loro interno congiunti con grave disabilità”. Ad affermarlo è il padre di un  ragazzo autistico che denuncia i ritardi del Comune nell’erogazione dei fondi regionali. Per meglio capire la gravità della sua denuncia, (quattro mesi di ritardo nell’erogazione dei contributi da parte del Comune), l’uomo illustra brevemente i  meccanismi che guidano l’erogazione a favore del disabile.

Provvedimenti fantastici. “Regolati, spiega,  dalla legge regionale 162, che nasce come integrazione della 104 e che disciplina i finanziamenti dei piani personalizzati a favore delle persone con gravi disabilità e per agevolare un loro inserimento nel contesto sociale. Provvedimenti fantastici spiega, se solo si mettessero in atto puntualmente”. L’uomo prima di inoltrarsi nella sua dettagliata protesta, pacatamente, spiega anche che la legge per le famiglie che hanno al loro interno un congiunto con un grave handicap fisico, psichico o sensoriale, prevede due modi di usufruire del finanziamento. Il primo definito “diretto”, il secondo “indiretto”. Nella modalità diretta il rapporto economico per l’assistenza al malato viene definito fra il Comune ed una Cooperativa. Nella modalità indiretta, invece, il finanziamento viene erogato direttamente su un conto corrente intestato al paziente, la cui famiglia poi retribuirà il proprio assistente di fiducia secondo i patti.

Quattro mesi. E’ evidente che il ritardo nell’erogazione di quanto previsto dalla legge, diventa problematico, almeno nella forma indiretta, quando il ritardo raggiunge tempi lunghi che, in questo caso, stando alla segnalazione dell’uomo, superano gli oltre quattro mesi. “Capisco i tempi burocratici della ragioneria del comune o le assenze per malattia da parte del personale, dice l’interlocutore, ma sapere che il finanziamento del 2019 è già nelle casse del Comune sin dal mese di gennaio senza che chi ha scelto la modalità indiretta veda un soldo, diventa spiacevole e preoccupante”.

Enigma. L’uomo però non si ferma a questo e con molta determinazione svela anche che con la stessa somma che nella “modalità diretta” (Comune-Cooperativa), consente solo 4 ore settimanali di assistenza, nella “modalità indiretta”, (somma versata direttamente nel conto del paziente) consente di prestare ben 12 ore di assistenza. “Evidentemente, afferma, c’è qualcosa che non gira nel verso giusto”. Una considerazione non certo enigmatica questa dell’uomo che meriterebbe sicuramente di essere analizzata con attenzione così come è necessario capire perché i soldi nelle casse comunali sin da gennaio, non vengano regolarmente attribuiti alle famiglie aventi diritto.

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