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AttualitàCronaca

Burocrazia: imprevisti e disinteressamento frenano il completamento della strada 133

Malumori, silenzi e soprattutto molta legerezza nei sopraluoghi che non hanno notato l’esistenza sul tracciato di una sorgente.

La burocrazia unita agli imprevisti di una percorso ad alto impatto naturalistico ed ambientale, stanno ritardando il restauro della Statale 133, nel tratto Tempio – Bivio Aglientu, della quale si parlava già dalla prima legislatura Pintus:  (23 aprile 1995 rinnovatosi per altri 5 anni, 16 aprile 2000) e della quale né il sindaco Frediani: (31 maggio 2010), né l’ormai ex sindaco Biancareddu:(maggio 2015),oggi assessore regionale, ne sono mai venuti a capo.

Minoranze in rivolta. Ghiotta occasione per tutte le minoranze alternatesi nell’aula consiliare che hanno sempre evidenziato bipartisan, a seconda di chi amministrava, l’incapacità dell’esecutivo di turno, sconfitto dalla burocrazia.  Alle ultime interrogazioni della scorsa settimana in Consiglio, oggi, risponde l’assessore Francesco Quargnenti che non accampa scuse di sorta sui ritardi e che consegna invece, una sorta di “diario di guerra” sui lavori mai finiti. Dal conferimento dell’incarico, il  17 novembre 2005,  per la redazione del progetto preliminare sino all’incarico esecutivo seguito dalla nomina della direzione dei lavori e da una caterva di altri incarichi per, coordinamenti sicurezza, prestazioni accessorie, gruppi di imprese più o meno unite, divisioni in lotti di un percorso, che viola le campagne più belle di Tempio ma che, obiettivamente, per le difficoltà che presenta non è certamente l’Autostrada del Sole di vecchia memoria scolastica. 

Inciampi incompresibili. L’ultimo grosso inciampo lo si è avuto l’anno scorso a ferragosto, quando l’impresa aggiudicatrice, la Poing srl di San Gavino Monreale, aggiudicataria nel 2015 dell’opera per un milione 297 mila euro), trovò improvvisamente una sorgente di acqua purissima che avrebbe potuto dissetare l’intera Gallura, mai segnalata nei sopraluoghi da nessuno. Nacque un contenzioso fra Comune e Ditta appaltatrice che si incolpavano vicendevolmente di non avere scoperto, nei sopraluoghi preventivi, il costoso intoppo (circa 200 mila euro) che nessuno dei due intendeva  accollarsi.

Storie infinite. Una storia infinita con Consigli comunali, già arroventati, nell’ultimo anno, dai fuochi pirotecnici fra Biancareddu e Anna Paola Aisoni per le elezioni regionali.  Si giunse poi, fra impresa e Comune, ad un compromesso, mai ampiamente illustrato al Consiglio, che però consentì la ripresa dei lavori anche se in sordina. Si capì allora che anche questa estate, sulla viabilità verso il mare di Vignola sarebbe stata “bruciata”. La società appaltatrice infatti, la Poing rl, a maggio richiese due proroghe di fine lavori in rapida successione.

Grosso punto interrogativo. La strada ora è attesa  dal collaudo tecnico-amministrativo cui seguirà ( forse il 30 luglio prossimo) il collaudo del ponte sulla sorgente e, Successivamente, se positivo, anche la bitumazione e il tracciamento della segnaletica orizzontale e verticale. A questo punto però si deve aspettare l’ultima autorizzazione, quella dell’Anas.

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